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Roccasecca, dal 21 gennaio del 1998, si fregia del
titolo di città. Non per esibizionismo o velleitarismo, ma per meglio
qualificare e dare contenuto ad un nuovo progeto civico-esistenziale ambizioso e
degno del suo passato. L’arte, la cultura, il lavoro costituiscono il più
cospicuo patrimonio storico della Città di Roccasecca e sono le premesse più
solide per una politica di sviluppo del territorio, nella valorizzazione delle
risorse endogene, per investire su quel bene emergente che è il turismo.
Un primo punto forte a sostegno del progetto per il
futuro di Roccasecca è dato dall’archeologia, per recuperare ed evidenziare
quelle vestigie emergenti, dall’età preromana a quella romana e medievale. Il
Castello dei Conti di Aquino ha un potenziale di valore molto alto, se si pensa
ai suoi ruderi da salvare, conservare e condurre a riuso; alle imponenti mura di
cinta che di per sè suggeriscono un singolare camminamento, su uno scenario
paesistico e paesaggistico stupendo; alla Torre cilindrica e alla chiesetta di
Santa Croce, il tutto non disgiunto da idoneo supporto museale, in loco e in
sito polivalente. Per meglio dire: la ricca disponibilità di materiale
archeologico e artistico induce a ipotizzare un museo attrezzato plurimo aperto
ad interfaccia in rapporto con l’ambiente.
Seguono quelle opere monumentali che sono le chiese
di Roccasecca, ognuna delle quali vale un museo della cultura benedettina e
dell’architettura e pittura che corre tra il periodo romanico e il Seicento
napoletano: la Chiesa di San Tommaso a Castello, Madonna delle Grazie a Caprile,
l’Annunziata a Castello, San Francesco, Santa Margherita, Sant’Angelo in Asprano.
I borghi medievali di Castello e di Caprile
potrebbero essere risanati e ristrutturate potrebbero essere molte delle
caratteristiche abitazioni, magari per un riuso stagionale e turistico.
Monte Asprano offre una stimolante attrattiva agli
amanti dell’arrampicata su roccia con la falesia del “Braciere dei poveri” e i
due settori dei Gradoni e delle Grandi Panze, descritti nella guida del CAI di
Sora, Libera la Follia, di Fabio Lattavo.
Un capitale di grossa portata è offerto dai
personaggi che hanno dato lustro alla Città di Roccasecca e la cui valenza
culturale può essere opportunamente messa a frutto e vivificata, ad implementare
le attuali lodevoli iniziative. San Tommaso d’Aquino ispira, con le sue opere di
grande ingegno, con i suoi studi profondissimi, attività culturali varie da
tradurre in istituzioni ricorrenti e permanenti. Il 7 marzo, la festa di San
Tommaso è accompagnata da un simposio su un tema particolare e vario di anno in
anno attinente il pensiero dell’Angelico Dottore. Il cardinale Antonio Maria
Cagiano De Azevedo e l’archeologo scrittore Michelangelo Cagiano De Azevedo, la
poetessa Vittoria Colonna, il pittore Celestino Tanzilli, il musico Severino
Gazzelloni suggeriscono impianti culturali vari, a cominciare forse da idonea
biblioteca, magari integrata con l’attuale pregevole Pinacoteca comunale, che
oggi vanta un buon numero di opere, tra disegni ed olii donati dalla Fondazione
Messina, arricchita dalle opere che annualmente vengono premiate nel Concorso di
pittura estemporanea tenuto dall’Amministrazione Comunale. Tra le altre
manifestazioni culturali vanno menzionate, a Roccasecca, il Festival dedicato a
Severino Gazzelloni, dal primo al dodici di settembre, l’Estate Sociale,
l’Antiquariato in piazza, Roccasecca in fiori, la Maratonina di Santo Stefano. |