
La Storia
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Il comune di Falvaterra si trova nell’area
centro-meridionale della provincia di Frosinone; il paese è stato costruito
sopra uno sperone che domina la sottostante vallata ove confluiscono i fiumi
Liri e Sacco. Deriva il nome dall’antica città romana di Fabrateria, già
costruita nel luogo di confluenza fluviale, più esattamente in contrada Civita
di San Giovanni In carico.
Secondo quanto congetturato da diversi storici
locali, Falvaterra sorse a seguito della distruzione di Fabrateria nel
Medioevo. La popolazione si rifugiò sulle colline prospicienti dando vita ad una
serie di villaggi: Falvaterra fu uno di questi. L’esistenza del paese è
documentata solo dopo l’anno Mille quando il borgo fu soggetto ai de Ceccano;
nel 1128 fu conquistato dal papato diventando il limite meridionale del Lazio
pontificio. Da allora Falvaterra è sempre stata zona di confine, almeno fino
alla caduta del potere temporale nel 1870. |
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Abitanti:
Falvaterrani
Festa
patronale: San Sosio
Frazioni e
Località: -
Comuni
limitrofi: Arce, Castro dei Volsci, Ceprano, Pastena, San
Giovanni Incarico.
Distanza da
Frosinone Km. 28
Autostrada:
A1 Ceprano |
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Nel corso del Medioevo venne gestita da un
gruppo di consortes, svolgendo probabilmente la funzione di colonia
militare. Ne è testimonianza la gran cura avuta per la custodia e
l’efficienza delle fortificazioni. Oltre alla Chiesa di Santa Maria, vi si
trovava la Chiesa di San Nicola, donata ai celestini di Sora. La rocca fu
molte volte assediata e conquistata. Nel 1303 cadde nelle mani dei Caetani
e nel secolo successivo in quelle dei Colonna, rimanendo sotto la loro
signoria fino al 1816, anno dell’abolizione dei diritti feudali. Nel
periodo risorgimentale e postunitario Falvaterra fu coinvolta nelle
vicende del brigantaggio. Durante la seconda guerra mondiale ospitò molti
sfollati del cassinate e della zona circostante, fra cui lo stesso
municipio di Ceprano. Proprio quest’ultima cittadina attinge l’acqua per
il suo impianto idrico dalle sorgenti situate nel territorio di Falvaterra.
Il paese ha mantenuto nel tempo modeste
dimensioni: la popolazione è oscillata dai 315 dei primi decenni del
Seicento fino ai 1500 del 1871 per ridiscendere ai 500 dei giorni nostri.
Il nucleo originario si raccoglieva sulla
parte più alta del colle, ristretto entro una cerchia muraria di cui oggi
rimangono pochi resti: qualche muro a scapoli regolari, archetti nelle
pareti di case più vecchie, un pezzo di torretta semicircolare, un arco a
tutto sesto. Il paese, di fatto, gravita ancora attorno ad una piccola
piazza, alla Chiesa di Santa Maria e lungo la strada provinciale che
l’attraversa. Le nuove costruzioni stanno espandendo il centro verso
Pastena.
 Un edificio notevole è la Parrocchiale di
Santa Maria. Di origine medioevale, documentata già nel Trecento, è
stata trasformata nel Settecento.
Fuori dell’abitato, lungo la strada che
scollina c’è il grande Convento di San Sosio, trasformato con
l’attigua chiesa nel corso del Settecento e dell’Ottocento. La chiesa, ad
una sola navata, con cappelle laterali, presenta una decorazione barocca.
Attualmente tutto il complesso è utilizzato, oltre che per funzioni
religiose, anche come centro di riunioni e convegni. La popolazione tende
a scendere a valle per trovare lavoro nelle aree industriali di Ceprano,
Frosinone e Cassino; per questo motivo Falvaterra mantiene le dimensioni
dei secoli passati e forse il fascino di una vita tranquilla che non si
trova più altrove. |