Castelnuovo Parano

 

Provincia di Frosinone, abitanti 835, superficie Kmq 9,95, altitudine m.310

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COMUNI

Note Storiche

Il comune di Castelnuovo Parano si trova nella parte meridionale della provincia di Frosinone; il centro storico, chiamato anche Terra, sorge sopra una collina che domina la superstrada Cassino Formia, lungo la valle lunga e stretta dell’Ausente. Lungo la superstrada si va sviluppando la frazione Valli-Sant’Antonio. Il nome deriva dal castello edificato dal l’abate Desiderio di Montecassino sul monte Perano ma solo nel 1862 il comune aggiunse la seconda denominazione. L’origine del castello è documentata dalle fonti storiche cassinesi; poiché gli abitanti di Fratte (oggi Ausonia) e di Minturno insidiavano i possedimenti dell’Abbazia di Montecassino, che aveva i suoi confini proprio dalle parti di Ausonia, l’abate Desiderio nel 1059 edificò un castello sul monte Perano, con funzioni militari e per delimitare chiaramente i confini del territorio abbaziale.

 

Abitanti: Castelnovesi

Festa patronale: Santa Mauro

Frazioni e Località: Casali,Terra, Valli-Sant'Antonio

Comuni limitrofi: Ausonia, Coreno Ausonio, Esperia, San Giorgio a Liri, Vallemaio.

Distanza da Frosinone Km. 60

Autostrada: A1 Cassino

Per secoli Castelnuovo rimase sotto la giurisdizione cassinese, salvo alcuni periodi in cui fu occupato da Braccio da Montone, dai conti di Spigno e dai D’Aquino. Nel 1806, in seguito alle riforme napoleoniche, Castelnuovo dipese dal governo centrale napoletano e solo dopo il 1870 entrò a far parte della provincia di Caserta, e nel 1927 della provincia di Frosinone.

Durante la seconda guerra mondiale l’abitato fu gravemente, danneggiato dai combattimenti fra alleati e germanici lungo la cosiddetta linea Gustav.

Nel dopoguerra il paese subì una forte emigrazione successivamente diminuita per l’industrializzazione del cassinate. L’apertura delle cave di marmo nella vicina Coreno Ausonio e la costruzione della superstrada Cassino-Formia crearono nuove, ulteriori opportunità di lavoro. Attualmente la popolazione è occupata per la maggior parte nell’industria: in secondo piano è rimasta la tradizionale attività agricola.

Nella frazione principale, Terra, si notano la torre principale e le tre porte d’accesso del castello rimaste in piedi.

Nella valle dell’Ausente, vicino alla superstrada, sorge la Chiesa di Sant’Antonio.

Questa testimonia una presenza benedettina nel territorio e si ipotizza un’edificazione coeva alla costruzione del castello anche se i primi documenti risalgono al Trecento. All’interno sono stati portati alla luce affreschi di origine diversa: quelli più antichi hanno un evidente influsso bizantino nella ieraticità e nella stilizzazione delle figure, altri appartengono alla scuola pittorica cassinese.

Sono ancora molto vive tradizioni popolari quali la “serenata” e il “tocco”. La serenata è uno dei riti di corteggiamento, mentre il tocco è il dono agli amici di un ciocco di legna la sera dell’ultimo dell’anno per “riscaldare” la famiglia amica e rinsaldare così i rapporti.

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