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Le tradizioni
Nel dopoguerra, dopo la ricostruzione, riprese il fenomeno migratorio ma il sorgere della zona industriale di Cassino e la migliorata rete viaria, consentirono a molti abitanti del paese di trasformarsi in lavoratori pendolari.
Il festival comincia di prima mattina con la sfilata dei suonatori, tutti in abito da pastore (giubbetti di pelle di agnello, cappello a cupolone, “ciocie” allacciate alle gambe con le stringhe di cuoio e zampogna a tracolla con l’otre ben gonfio). Poi segue una gara che comprende motivi natalizi e composizioni libere di ogni tipo, tutte suonate con questo antichissimo strumento. La gara si svolge con composizioni eseguite da coppie e da singoli suonatori. L’effetto del festival si ripercuote positivamente, oltre che sull’economia turistica, anche su quella legata all’artigianato di strumenti musicali che è tornato ad avere una buona produzione di zampogne e pifferi da accompagnamento.
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