
La storia
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Acquafondata è situata a 926 metri di
altitudine, sull’altopiano delle Mainarde verso il Volturno. Tutta la zona
richiama le montagne abruzzesi sia per la natura del suolo che per i
paesaggi.
Sul territorio che comprendeva un tempo anche
un lago, scomparso dopo il 1824, sono visibìli fenomeni carsici: l’acqua
non trattenuta dal terrèno scompare rapidamente e a causa del continuo
dilavamento, le cime dei monti e delle colli ne appaiono brulle. Le uniche
zone ricche di verde sono le conche, ove si pratica ancora una residuale
agricoltura di pura sussistenza. Il comune comprende due centri abitati:
Acquafondata e Casalcassinese. Il nome del paese deriva dal toponimo
Aqua fundata: significherebbe “acqua che precipita verso il basso”. |
Secondo la storiografia cassinese, sino
all’anno Mille le montagne e le conche dell’altopiano erano ancora coperte
da boschi e popolate da bestie feroci. A questo proposito si ricordano
alcuni versi scritti nel 787 da Pietro Varnefrido: “Nel silenzio della
notte solevano ululare i lupi feroci e squittire le volpi puzzolenti,
riempivano i paesi con grugniti spaventosi gli orsi e gli irsuti
cinghiali”.
Il paese deve la sua origine al processo d’incastellamento
voluto dai conti di Venafro che fondarono i villaggi fortificati di
Acquafondata, Casalcassinese e Viticuso. Tutti e tre comparvero dopo
l’anno Mille quando già era in atto la forte rinascita del cenobio
cassinese che rivendicava il possesso della zona.
Probabilmente un primo insediamento venne
creato nel 1003 sul monte Sant’Antonino, con la costruzione di una chiesa
e di una casa. Qualche anno più tardi, in torno al 1017, il conte di
Venafro edificò i tre castelli dei villaggi, contrastato dai monaci che
tra il 1088 e il 1089 finirono per acquisirne la piena signoria.
Montecassino incrementò il popolamento dell’area per mezzo di coloni
provenienti dalla Marsica, dall’Abruzzo e dal Molise, e si giunse così
alla costituzione dei comuni rurali. Tutto il territorio di Acquafondata
era demanio dell’abbazia cassinese e i terreni venivano concessi con un
contratto livellare per ventinove anni in cambio di un canone, di donativi
e servizi.
Passarono i secoli. Secoli di durissimo lavoro
che videro il borgo progredire molto lentamente: nel Settecento il paese
contava poco più di 400 abitanti compresa Casalcassinese. La situazione
della zona venne poi complicandosi quando la rivoluzione francese e il
periodo napoleonico aggiunsero violenza a violenza e mi seria a miseria.
Né si ebbero condizioni di vita migliori con la restaurazione borbonica
prima e con l’unità d’italia poi. Il territorio era infestato dai briganti
e le connivenze erano talmente complesse che la stessa guardia nazionale
di Acquafondata fu accusata di collaborazione con i briganti e venne
sciolta.
I tre paesi di Acquafondata, Casalcassinese e
Viticuso furono unificati amministrativamente nel 1811 e nel 1863. Nel
1902 Viticuso recuperò l’autonomia amministrativa mentre Casalcassinese
rimase legato ad Acquafondata che dal 1927 fu incluso nella provincia di
Frosinone.
Il paese visse una tragica esperienza con la
seconda guerra mondiale: rimasto per diversi mesi sulla linea del fronte,
venne in gran parte distrutto dalle artiglierie e dalle incursioni aeree.
Molte le vittime fra la popolazione civile che dovette subire anche le
violenze delle truppe nordafricane dell’esercito francese.
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